Le fasi di PUNTAMENTO e di SCATTO, nello sport del tiro a segno, rivestono un’importanza cruciale. Gli errori commessi durante una o entrambi le fasi di puntamento e scatto, sono alla base degli scarsi risultati di alcuni tiratori, che nonostante i numerosi allenamenti non riescono a trarre soddisfazione dalle loro performance.

Con che occhio mirare?

L’azione di puntamento deve necessariamente essere fatta con l’occhio dominante, l’occhio con il quale ognuno di noi predilige guardare gli oggetti. Per capire qual’è l’occhio dominante ci sono tantissimi test. Uno dei più semplici, consiste nel distendere completamente un braccio, puntare un oggetto di piccole dimensioni distante un paio di metri e coprirlo alla vista con il pollice. A questo punto, senza muovere la testa, il braccio o il dito, chiuderemo alternativamente prima l’occhio destro, poi il sinistro. Se avrete eseguito il test in maniera corretta, vi accorgerete che con guardando con un occhio, l’oggetto risulterà coperto, con l’altro occhio invece, risulterà visibile. L’occhio con il quale l’oggetto risulterà coperto dal dito, sarà il mio occhio dominante. Nell’esempio, l’occhio dominante è il destro. Va evidenziato che l’occhio dominante non ha nulla a che vedere con il fatto che il tiratore sia “destro” o “mancino”. Possono esserci tiratori destri con occhio dominante sinistro, come pure tiratori mancini con occhio dominante destro.

Test occhio dominante

1 – Entrambi occhi aperti
2 – Destro aperto
3 – Sinistro aperto

Esito: il destro dominante

Il Puntamento – cosa mettere a fuoco

Per colpire un bersaglio utilizziamo tre riferimenti visivi: tacca di mira, mirino e bersaglio. Sfortunatamente, l’occhio umano non è in grado di mettere a fuoco contemporaneamente tre oggetti posti a distanze differenti, quindi il tiratore dovrà necessariamente operare una scelta su che cosa mettere a fuoco. Molti tiratori pensano, erroneamente, che sia il bersaglio a dovere essere messo a fuoco, dal momento che è quello che deve essere colpito. Nel tiro a segno, invece, l’occhio deve mettere a fuoco il mirino! Nella visione corretta tacca di mira, mirino, bersaglio, avrò pertanto il mirino a fuoco, mentre la tacca di mira ed il bersaglio saranno sfuocati. La fig.A riproduce l’esatta visione che il tiratore dovrebbe acquisire.

Il Puntamento – allineamento

Per il puntamento è necessario servirsi dell’occhio dominante. Alcuni tiratori faticano a tenere entrambi gli occhi aperti durante la fase di puntamento. In questi casi è necessario coprire l’occhio non dominante, utilizzando appositi occhiali, fasce da tiro sportivo o materiali di fortuna.

La fase di puntamento consiste nel fare in modo che il mirino sia visto attraverso la tacca di mira e che si trovi esattamente al centro ed alla stessa altezza.  In queste poche righe è contenuto un concetto fondamentale:

  • mirino al centro della tacca di mira: significa che gli spazi laterali che si vengono a creare tra il mirino e la tacca di mira devono avere la stessa larghezza. Se il mirino è posizionato verso destra, lo spazio a destra del mirino sarà inferiore rispetto a quello a sinistra, ed in questo caso i colpi andranno verso destra. Ovviamente, nel caso in cui lo spazio a sinistra del mirino sia inferiore di quello a destra del mirino, i colpi andranno a destra.
  • mirino alla stessa altezza della tacca di mira: la parte superiore del mirino dovrà essere perfettamente allineata alla parte superiore della tacca di mira. Se il mirino sarà più alto, i colpi andranno verso l’alto. Viceversa, se sarà più in basso, i colpi andranno verso il basso.

Tacca di mira e mirino devono ora essere allineati a loro volta sul bersaglio. A questo proposito è necessario conoscere anticipatamente dove è regolata l’arma che si sta utilizzando, dal momento che alcune armi possono essere regolate alla base del nero, mentre altre al centro esatto.

  • Armi da tiro o con tacche di mira regolabili: solitamente le armi da tiro o con le tacche di mira regolabili sono tarate alla base del nero o addirittura qualche centimetro al di sotto. Questa scelta migliora la percezione dell’allineamento degli organi di mira, che esseno neri meglio si distinguono se allineati alla parte bianca del bersaglio, cioè sotto il nero.
  • Armi comuni o da difesa: solitamente sono tarate al centro del bersaglio.

A seconda del tipo di arma e della relativa regolazione, andremo ad allineare la tacca di mira ed il mirino al centro del bersaglio oppure alla base del nero. Nelle immagini di esempio, l’allineamento è fatto alla base del nero.

Lo scatto – la partenza del colpo

Una volta ottenuto l’allineamento corretto, avrà inizio la fase di scatto, quella più delicata di tutta l’azione di tiro. E’ necessario posizionare correttamente il dito indice sul grilletto, prendendo contatto con la parte centrale del polpastrello della terza falange e, mantenendo l’allineamento, trattenere il respiro ed iniziare ad esercitare una pressione progressiva sul grilletto. In queste poche righe sono racchiuse le indicazioni che fanno la differenza tra un bravo tiratore ed un tiratore mediocre.

Tre i concetti importanti:

  • corretto posizionamento del dito sul grilletto: il posizionamento errato porta ad errori sul bersaglio. Si veda immagine a fianco;
  • trattenere il respiro: per dare maggiore stabilità al mantenimento della posizione, è consigliato trattenere il respiro fino allo scatto;
  • trazione progressiva sul grilletto: una volta ottenuto l’allineamento, si cercherà di mantenerlo e si inizierà ad esercitare una pressione progressiva sul grilletto finché avverrà lo scatto. Si dice che “il colpo deve sorprendere il tiratore”, che in parole povere significa che il tiratore cerca l’allineamento ed inizia una pressione progressiva sul grilletto fintanto che il colpo non partirà. Non decide l’istante esatto in cui scattare, ma lascia che il grilletto ceda sotto la pressione progressiva sul grilletto. Il tiratore che invece otterrà l’allineamento ed a quel punto, convinto di “cogliere l’attimo” tirerà bruscamente il grilletto, otterrà un tiro non preciso.

Altre indicazioni sullo scatto

  • non stringere tutte le dita che impugnano l’arma all’atto dello scatto. In gergo “lo spremi limone”;
  • non stringere eccessivamente l’arma, per non trasmettere la tensione muscolare che si viene a creare;
  • non contrarre eccessivamente i muscoli del braccio e della mano.

Lo scatto – il controllo finale

Una volta effettuato lo scatto, è necessario rimanere in posizione di allineamento per uno o due secondi. In gergo tecnico questa azione prende il nome di “controllo finale” ed ha lo scopo di impedire al tiratore un rilassamento prematuro della muscolatura, che potrebbe inficiare negativamente sulla prestazione di tiro.  Prima di distogliere l’attenzione dall’azione di tiro, magari per verificare il punteggio sul monitor, il consiglio è quello di aspettare uno o due secondi.

Al prossimo allenamento, ricorda:

  • mira con l’occhio dominante

  • metti a fuoco il mirino

  • allinea correttamente tacca di mira, mirino e bersaglio

  • posiziona il dito sul grilletto in modo corretto

  • mantieni allineamento, trattieni il respiro ed inizia pressione progressiva

  • se il colpo ti ha “sorpreso” sarà un buon colpo

  • dopo la partenza del colpo, resta in posizione per uno o due secondi

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